mercoledì, maggio 28, 2008

Le sconfitte servono da lezione ma........

DEDICATO AI RAGAZZI DEL PD
di
Renzo Sugo
Presidente regionale
della
UNCEM
“UNIONE NAZIONALE COMUNI,COMUNITA’ ed ENTI MONTANI”
della
LIGURIA

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mappademocratica
Quando si perde un’elezione, non è la fine del mondo, può essere invece la fine di un’era.
Ma non dovete scoraggiarvi, perché il futuro è vostro, noi abbiamo solo la grande responsabilità di mettervi in grado di costruirvelo.Dobbiamo veramente accompagnarvi sulla soglia, e lasciarvi andare.
Senza rimpianti, perché la nostra parte è già stata fatta, e non siamo più adatti a sostenere la sfida dei tempi che verranno.Naturalmente non credo che sarà facile, ci sarà chi non vorrà lasciare, pensando di essere ancora utile, di avere idee moderne da portare avanti o addirittura da imporre.
Io credo che così facendo si contribuirà a rendere ancora più mesto e doloroso il tramonto di una classe politica dirigente che pur ha avuto tanti meriti nel condurre la città e la regione fuori dalla crisi economica e morale degli anni 80, e che successivamente ha retto, per anni, la cosa pubblica con onestà e competenza.Quello che voglio dirvi è che dovete andare avanti perché tra cinque anni tocca a voi, ricordandovi che questi passeranno in fretta, e che nel mezzo ci sono altre sfide che dovete fin da ora prepararvi a vincere, perché i vostri ideali sono essi stessi vincenti.
Questo momento in cui sembra che l’unico metro per misurare il valore delle persone sia il denaro, dovrà pur finire, ed allora quello per cui abbiamo lottato per l’intera vita, persone della mia generazione lasciandovi questa eredità, avrà dignità ed onore. Concludo con una frase di un grande italiano che per me è stato un grande maestro (come altri grandi italiani di altra cultura lo sono stati per altri) Giorgio Amendola, che non amava i conciliaboli nei corridoi, ma la lotta politica a viso aperto.
Lui concludeva sempre i suoi comizi con un’esortazione che faccio mia ancora adesso, e che vi giro:
" avanti compagni, al lavoro, alla lotta".

Commento
Qualcuno ha avuto da dire che il termine compagni è oramai caduto in disuso non essendo più questo termine sopravvissuto agli ultimi cambiamenti avuti e voluti dalla stragrande maggioranza degli iscritti; chi pensava il contrario si è scisso, formando più partiti oramai fuori ed estranei al nostro attuale contesto e tessuto sociale.
Ma per i vecchi militanti rimasti fedeli ai risultati delle nostre assemblee costituenti che mutarono, non solo di nome, il PCI in PDS, quindi in DS ed ora, assieme alla Margherita, in PD, la parola “compagno” è rimasta come un simbolo dell’amicizia che permaneva tra i vari componenti di una sezione dopo discussioni, alle volte anche animate, che contrapponevano tesi valide ad altre altrettanto meritevoli di attenzione.
Quante discussioni, quante assemblee nel corso delle quali ogni delegato eletto a sua volta nelle assemblee cittadine e di zona, provinciali, regionali e, da ultima quella nazionale difendeva le proprie scelte sulle varie mozioni presentate.
Questo era il vero succo della democrazia, assemblee aperte anche ai dirigenti degli altri partiti dell’arco costituzionale ai quali erano riservate le prime file ed un ampio spazio per i loro interventi.
La forza del PD trae origine da queste radici e da quelle della Margherita; per questo avrà in un prossimo futuro una profonda radicazione ed ampi consensi su tutto il territorio nazionale.
Personalmente sono d’accordo con Sugo, ma ritengo che anche il lavoro e l’esperienza maturata dai vecchi militanti avrà un ruolo determinante per indirizzare i nostri giovani verso un avvenire più sereno e più giusto.


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