mercoledì, febbraio 25, 2009

Heia Heia, Alalà

RUTELLI TRA IL PD ED IL PDL SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
Notizia APCOM
In commissione Sanità del Senato si prosegue oggi con l'illustrazione degli emendamenti, senza contingentamento dei tempi cui si sono opposti il Pd e l'Idv.
In tutto gli emendamenti presentati sono stati 585.
Ma ieri Francesco Rutelli ha fatto la voce grossa sul testamento biologico: il Partito democratico "deve garantire che, se ci sono posizioni diverse, esse vengano esercitate.
O c'è pari dignità di opinioni o c'è dispari dignità", avverte l'ex leader della Margherita lamentandosi in particolare delle critiche ricevuta dall'Unità.
Il neosegretario Dario Franceschini prova a serrare le fila in una riunione con i senatori democratici componenti della commissione Sanità, presenti anche presidente e vicepresidente del
ruppo Anna Finocchiaro e Luigi Zanda.
Intanto dal centrodestra arrivano segnali di apertura nei confronti di Rutelli.
Rutelli avverte di essere "amareggiato", "arrabbiato", "incavolato".
"L'idea che ogni volta che io esprimo un convincimento divido, strappo, mi smarco - aggiunge - è una cosa che sta diventando intollerabile.
Nel mio caso l'atteggiamento è ancora più intollerabile perché si sostiene che le mie posizioni sarebbero o eteroguidate, la mia linea dovrebbe cioè corrispondere alle aspettative della Chiesa, di tale o tal'altro cardinale, del clero, oppure si tratta di posizioni volte a creare una scissione politica nel Partito democratico".
Dopo la riunione con i suoi, Franceschini offre ai cronisti la sua interpretazione delle divisioni interne: il Pd, spiega, in modo unanime giudica "il testo base delle maggioranza inaccettabile e pensa che vada respinto".
Inoltre, "abbiamo una posizione largamente unanime, su 14 punti su 15".
Quanto al punto "più delicato", quello dell'alimentazione e dell'idratazione, nel gruppo "c'è una posizione largamente prevalente in commissione che è stata tradotta in un emendamento firmato da otto senatori su dieci, tra i quali laici e cattolici, ce ne sono altri che non se la sentono di sostenerla e sono da rispettare fino in fondo".
Infine, il leader democratico assicura che "le posizioni espresse da Francesco Rutelli vanno rispettate e hanno totale legittimità".
Il rispetto per il dissenso è garantito ma per ora Rutelli sembra trovare maggiori sponde fuori dal Pd.
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini apprezza:
"L'emendamento Rutelli - commenta - va nella giusta direzione, bisogna vedere concretamente se sarà possibile realizzare su questo emendamento una convergenza.
Mi sembra che rispetto alla linea del Pd rappresenti un atto di coraggio e un significativo passo nella direzione del diritto alla vita".
Per il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (Pdl con salde radici nel mondo cattolico organizzato) "l'emendamento di Rutelli sembra muoversi nella direzione giusta".
Sulla stessa lunghezza d'onda il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, che dice:
"Noi siamo disponibili a qualsiasi apertura", e su Rutelli aggiunge:
"Il suo emendamento parte da principi assolutamente condivisibili...", ma "l'eccezionalità di alcuni casi non deve fare cadere tutto l'impianto: non si possono fissare principi irrinunciabili e poi violarli con delle scappatoie.
Ci devono spiegare cosa intendono per eccezionalità...".



Ogni opinione è da rispettare.
Ci mancherebbe altro; ma il punto, anzi i punti sono altri.
Incomincio dalle affermazioni di quel senatore straparlante, a nome Quagliarello, il quale, a quel che sembra, parrebbe non aver ancora del tutto placato le sue convulsioni oratorie.
“Ci devono….”.
Chi deve, il PD ? No di certo, forse il solo Rutelli ed allora si rivolga a lui direttamente perché l’ “eccezionalità” l’ha detta e scritta solo quest’ultimo che sta oggi con il PD come un “separato in casa”.
Detto questo Rutelli dovrebbe comprendere che anche in un partito nel cui interno albergano anime differenti sia per storia di provenienza che per diverse concezioni sul cosa si intenda per uno Stato laico, vale, almeno sino ad ieri, il parere della maggioranza degli iscritti o, in questioni come queste, dei deputati.
Noi, da sempre, siamo stati abituati nei congressi delle Unità di base cittadine – le ex Sezioni - , provinciali, regionali e nazionali a discutere e votare le varie mozioni presentate dai relatori delle varie proposte sui temi politici c.d. “sensibili” nonché sulla stessa organizzazione del partito.
Scontri anche aspri ma poi tutti, ripeto tutti, si battevano perché venisse portata avanti nel Paese quanto deciso che, poi, diveniva la linea del Partito da seguire in ogni istituzione democratica.
Chi non riteneva di adeguarsi se ne andava via ed è così che abbiamo avuto anche dolorose scissioni.
Il PD sta vivendo un momento poco tranquillo e non ha proprio bisogno che al suo interno vi siano lacerazioni; proprio adesso che si è cambiato Segretario ed in prossimità di importanti consultazioni elettorali.
La notizia APCOM ci dice che su 15 punti in discussione ben 14 sono stati condivisi all’unanimità mentre sul rimanente punto, che poi è il punto chiave di quella che dovrebbe essere la nuova legge sul testamento biologico, su 10 senatori della Commissione solamente 2 non hanno firmato l’emendamento PD al progetto di legge PDL.
La stessa scienza medica non ha un’opinione univoca in materia di nutrizione ad un corpo oramai ridotto al puro stato vegetativo irreversibile da anni.
Chi è al di fuori da queste dispute, chiamiamolo il “popolo”, almeno nella sua stragrande maggioranza, ha percepito che la vita vegetale non sia una vita ma una tortura prolungata; il resto crede che il nutrimento sia preparato da un cuoco specializzato, così come potrebbe preparare un qualsiasi pasto per un individuo normale.
Si tratta di soluzioni frammiste a medicinali atti a lenire i dolori e curare e rallentare dall’interno del corpo le piaghe da decubito ed il loro diffondersi.
Questo, non essendo io un medico, ho letto su varie riviste; così come ho letto e riletto la nostra Costituzione che all’art. 32
“…Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Tale norma, nella sua intima essenza, guarda caso, è stata recepita – nel suo art. 8 - anche dalla
CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTA’ FONDAMENTALI
firmata a Roma il 4 novembre 1950 ed entrata in vigore da noi il 26 ottobre 1955.
La nostra Carta Costituzionale è entrata in vigore l’ 1 gennaio 1948.

PARENTESI PER UN SILLOGISMO
Berlusconi ha definito la nostra Costituzione come di “stampo sovietico”.
La Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali si è ispirata- anche - alla nostra Costituzione.
La Convenzione di cui sopra è di “stampo sovietico.

RITORNO AL TEMA
Caro Rutelli, tu puoi dire quello che vuoi, ma……alle tue parole, al tuo
HEIA HEIA,
si è subito elevato dalla destra e dall’ex centro che sta ritornando a destra il loro
ALALA’.
Questo ti suggerisce qualcosa ?
A fronte delle tue affermazioni si è calato il ponte levatoio per farti entrare nella loro ricca rocca.
Un mondo dove vige lo
IPSE DIXIT
senza possibilità di replica e dove se uno si azzarda non a parlare ma solo ad alzare il ditino per chiedere di parlare, ti sbattono fuori a calci nel sedere o, ancor peggio,
come disse Berlusconi a Fini, reo di averlo criticato, che l’avrebbe ricacciato nelle fogne dove l’aveva pescato.
Pensaci bene, ma almeno, non sputare sul piatto dove sino a ieri hai mangiato, scusami per la volgare – che discendendo da vulgus cioè il popolo tanto volgare poi non è anzi.. - espressione che però rende bene l’idea.
Psicologicamente parlando, mi pare che avessi sullo stomaco, forse anche a ragione, qualche rospo da sputar fuori.
Nei momenti di tensione spesso si dicono cose che poi ci si pente d’aver detto ed anche si dimenticano alcune cose di grande importanza come per esempio, che valga per tutto, che la nostra ITALIA è per legge costituzionale uno
STATO LAICO
Che, terra terra, vuol significare che uno Stato democratico e laico deve legiferare allorché vi siano istanze perché vengano regolamentate alcune situazioni afferenti la nostra vita quotidiana.
Poi, una volta emanata, solamente i cittadini possono scegliere liberamente se usufruire o meno.
La dittatura è non fare una legge o farne una di cui poi, all’atto pratico, risponde nel senso del tutto opposto allo stesso spirito della legge in quanto contrario al volere dei cittadini che ne hanno fatto esplicita richiesta attraverso i propri parlamentari.

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