lunedì, febbraio 09, 2009

Sondaggi, che passione: con tanto di doppio senso

SONDAGGIO IPR MARKETING

Commissionato da REPUBBLICA.IT

La maggioranza è con Napolitano

 Sul conflitto Quirinale-Governo, la percentuale favorevole a Berlusconi è del 30%

  Lasciare andare Eluana Englaro, farla finita con l'uso politico della sua vicenda e piena ragione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel conflitto istituzionale con il governo Berlusconi.

Sono i risultati del sondaggio in tempo reale di Ipr Marketing per Repubblica. it, condotto ieri sera con il sistema del "Panel telematico tempo reale" interrogando mille persone disaggregate per sesso, età ed area di residenza.

Ne esce un Paese con le idee piuttosto chiare su questa vicenda.

Un Paese come sempre più avanti della politica e, in questo caso, anche delle posizioni espresse dalle gerarchie vaticane.

I risultati, tra l'altro, non mostrano grandi differenze anche se si guarda alle preferenze politiche degli intervistati.

 Una trasversalità, dunque, che sembra corrispondere a un'opinione tanto salda quanto diffusa.

Alimentazione e idratazione.

Le prime due domande riguardano esplicitamente il caso di Eluana.

 Il 61% è favorevole a interrompere alimentazione e idratazione della ragazza in coma da 17 anni; solo il 26% esprime contrarietà, il 13% non ha un'opinione in merito a testimonianza che anche il dubbio ha un suo spazio in questa drammatica vicenda.

Dal punto di vista politico, non c'è praticamente differenza: gli elettori di centrodestra e quelli di centrosinistra sono favorevoli all'interruzione in percentuali pressoché identiche (62% e 63%).

 Risultati identici per quanto riguarda il concetto di "terapia medica" riferibile o meno all'alimentazione e all'idratazione di una persona nelle condizioni di Eluana. Per il 61%, in questo caso, si tratta di terapie mediche che, quindi, possono essere sospese.

Il 27% la pensa diversamente e il 12% non ha opinione.

Testamento biologico.

 Sul testamento biologico, inteso come la possibilità di una persona di indicare in vita i limiti delle cure che s'intende ricevere in casi estremi, la maggioranza è addirittura schiacciante: l'84 per cento è a favore di un provvedimento in materia, appena il 7% è contrario e il 9% non ha opinione.

La politica e il conflitto Quirinale-Palazzo Chigi.

La maggioranza degli intervistati condivide la scelta del capo dello Stato di non firmare il decreto e ritiene "non opportuna" la decisione di Berlusconi di intervenire con un decreto d'urgenza.

 Più in generale, il 50% del campione ritiene addirittura che sulla questione non si doveva intervenire per legge e che, semmai (27%) l'intervento spettava al Parlamento.

Solo il 15% ritiene legittimo l'intervento d'urgenza dell'esecutivo.

L'8% non ha opinione.

Più nel merito, il decreto d'urgenza di Berlusconi viene ritenuto "non opportuno" dal 56% del campione e "opportuno" dal 32%, mentre il 12% non ha opinione.

A una domanda esplicita sul conflitto istituzionale, il 55% condivide la scelta di Napolitano di non controfirmare il decreto e il 29% non la condivide.

Il 16% non sceglie.

In entrambe queste domande, la trasversalità notata precedentemente, scende con l'elettorato di centrodestra che si divide praticamente a metà tra Colle e Palazzo Chigi.

Quello di centrosinistra, ovviamente, è quasi tutto dalla parte di Napolitano.

 

E’ da ritenersi che "el noster bell’umett de la Briansa",  leggendo i risultati del sondaggio di cui sopra, da quel fanatico sino al parossismo che è dei sondaggi -  al punto che i suoi se li fa di persona, rispondendo  alle domande da lui stesso predisposte e poi girate alla sua nuova sondaggista, abbia sfiorato un colpo apoplettico per via della pressione che, invece di scendergli ai minimi livelli schizzò sino a 200.

Scapagnini, il suo medico curante, oggi onorevole per meriti speciali – quello d’aver portato alla bancarotta il comune di Catania – deve avergli suggerito di darsi sia pure per poco tempo una calmatina per evitare colpi deleteri sul suo cuore.

Ecco allora un cambio di toni; incomincia a smentire tutto quello che lui ha effettivamente detto, affermando di non avere profferito nulla contro il Colle, la Costituzione - che non vuole neanche toccare  perché forse gli fa schifo- il padre di Eluana e via di seguito come una  litania di nomi lunga dieci metri.

Ma l’istinto non si può di colpo matterlo sotto i piedi ed ecco subito l’ennesima balla: quella , a suo dire, di non aver  mai ricevuto la lettera con la quale il sig. Englaro nel 2004 gli chiedeva aiuto.

Una nota di Palazzo Chigi - oramai con la modernizzazione dei servizi attuata dai suoi ministri che si sono alternati nei vari anni berlusconiani, parlano e scrivono anche i muri – fa presente che la posta in arrivo inviata dai cittadini non viene protocollata – proprio per poter dire poi che le mancate risposte sono dovute al mancato arrivo delle lettere – e che quindi quella del sig. Englaro potrebbe essersi sperduta nei vari corridoi del palazzo sino a finire al macero o in qualche cesso nobilitato dal di dietro di personaggio famosi anche se non insigni.

Ecco la fine che fanno le istanze inviate al tizio che afferma di lavorare giorno e notte per gli italiani; nei giorni feriali al mattino per i lavoratori di Mediaset, Endemol con incorporata Southern Star già della australiana Fairfax Media, e via discorrendo.

La sera con colloqui testa a testa con alcuni ministri e durante i fini settimana a far comizi in Sardegna in favore del carneade Cappellacci che, pur presente nel ruolo di tappetino sotto le scarpe con sopratacchi del suo sponsor linguacciuto non riesce a dire alcunché salvo la parola d’ordinanza vigente nel PDL

“SIGNORSSI’”

con contemporanea battuta di tacchi, per dar maggior risalto al suo senso di totale sottomissione.

Ieri però era a Mestre per tagliare un nastro, cosa questa che sa far bene dopo aver imparato  come si procede per aver più volte inaugurato in Sicilia un tratto della interminabile autostrada Palermo – Messina.

Vi chiederete perché il ripetersi di inaugurazioni in Sicilia; il motivo è semplice perché la sua presenza porta sfiga.

La prima volta dopo il fatidico taglio qualcuno si accorse che la volta di una galleria era sul punto di crollare per avere l’impresa costruttrice – la rinomata Calcestruzzi S.p.A. con presunti legami con la ditta “Cosa Nostra”  -  abbondato nell’aver usato cemento “depotenziato” al posto di quello che era indicato nel capitolato d’appalto.

Una cosa nostra da nulla, paragonabile alla cresta sulla spesa fatta da una domestica al padrone di casa.

La seconda volta un'altra galleria sotto sequestro giudiziario perché c’era pericolo di crolli.

Però la Calcestruzzi S.p.A.  è quasi sempre  presente in tutte le province sicule quando si tratta di mettere una mattone sull’altro o costruire qualche ponticello su un torrente o sopra un piccolo tratto di mare, tanto piccolo che lo chiamarono Stretto , in gergo marinaresco“u strittu”; ma qui il discorso si fa serio perché la sua presenza è sotto un falso nome, quello dell’Astaldi e quest’ultima partecipa anch’essa sotto falso nome, quello della Impregilo:

insomma la stessa pasta cco’ niuru da siccia” (pasta con nero della seppia) e da qui deriva un famoso proverbio di Trinacria:

niuru cu’niuru nun tingi”

ecco perché la fanno sempre franca.

Che bel viaggio, da Mestre a Messina perché sta per iniziare il balletto dello Stretto si Stretto no: è già pronto il nome che indicherà al mondo intero la 11 meraviglia del mondo:

Attenzione turista che passi, questa opera è

COSA NOSTRA. 

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