giovedì, agosto 06, 2009

Un uomo per tutte le stagioni - I^ parte

UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI

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Scusatemi per il paragone che andrò a fare poichè, a prima vista, potrebbe apparire alquanto banale ma che, a ben vedere, risulterà poi molto efficace in quanto in grado di far comprendere la nostra attuale situazione di enorme sofferenza in tutti i campi: dall’economia alla cultura, dall’etica alla morale privata e pubblica, dalla immagine che dell’Italia è stata propagata in tutto il mondo.

Probabilmente vi chiederete come il problema economia abbia potuto varcare i nostri confini, indipendentemente dalla classe politica che aveva od ha avuto le redini del governo del Paese.

Nell’era della globalizzazione ciò avviene in ogni nazione ma non per questo, se le radici del fallimento economico sono diverse, ci potremo accontentare, facendo spallucce, con il proverbiale

“mal comune mezzo gaudio”,

così spegnendo sin sul nascere l’approfondimento di questa tematica.

Facciamo, a mo’ d’esempio, il caso di una persona che, per cause indipendenti dalla sua volontà, disponga di un solo vestito da portare per tutte le quattro stagioni dell’anno.

A seconda del tipo di stoffa utilizzato per confezionare questo vestito patirà per molti mesi dell’anno o il caldo od il freddo.

Caliamoci adesso nella nostra situazione, tipicamente italiana, quanto meno se raffrontata nelle altre democrazie europee e mondiali.

Seguendo giornalmente i fatti non si può che dedurre come il nostro Premier appare sotto tutti gli aspetti un sovrano assoluto, superattivo in ogni istante della sua vita, che, tra un risolino e l’altro, sta mutando la nostra Costituzione senza ricorrere a delle leggi ma sfruttando quelle già esistenti, leggi e regolamenti relativi al funzionamento delle Camere.

A ben vedere di già dispone a piacimento dei tre poteri dello Stato: quello esecutivo, che gli è proprio per la sua veste istituzionale, quello legislativo – voti di fiducia a go go e blindatura della maggioranza – nonché quello giudiziario a meno che un qualcuno non blocchi la riforma della magistratura che da più parti, non solo da parte degli stessi magistrati, è stata bollata come incostituzionale.

Ma oggi non possiamo più stupirci di nulla per il periodo che stiamo vivendo a causa delle prevaricazioni di ogni regola, frutto di un superattivismo che non lascia spazio a confronti con tutte le altre parti politiche e sociali.

Il piatto è pronto e servito senza altri indugi in quanto tutto il resto ’altro non è che un perditempo.

In fondo Berlusconi non è un politico perché non ha mai dismesso i panni di padrone di più imprese presso le quali comanda solo lui o suoi servitori che non agiscono in piena autonomia bensì sotto il suo continuo e pressante controllo.

Nel governo accade altrettanto; nessun ministro si arrischia a portare quache delibera senza avere il preventivo placet del cavaliere; per la qual cosa viene tutto approvato senza colpo ferire.

In buona sostanza abbiamo oggi qui da noi un caso di egolatria elevata alla massima potenza.

E l’egolatria di questo tipo, perdurando in un ampio lasso di tempo, va alla fine a costituire una delle soglie che porta ad un tipo di follia che diviene, purtroppo, a forza di subirla, collettiva.

Dato quanto sopra, con questo comandante,

per non parlare del pilota,

il minor danno che possa toccarci è un atterraggio fuori pista; fuori dal consesso mondiale che su di noi ha già da tempo profetizzato non semplici guai ma irrimediabili sciagure.

La folla che subisce ammaliata da cotanto comandante diviene a sua volta folle.

segue

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